Scheda di Alec Norgard

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  1. T i a n
     
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    Alec
    Norgard


    Età: 16 | Data di Nascita: 9 Settembre | Ruolo: Lottatore | Professione: N.D. | Risparmi: ¢ | Appartamento: °


    D e s c r i z i o n e F i s i c a

    Alto un metro e ottantasei centimetri, Alec vanta un fisico asciutto ed atletico, segnato da due piccole cicatrici. La prima si trova sul fianco, all'altezza della settima costa, mentre la seconda sul dorso, a destra della prima vertebra lombare. La muscolatura tonica e ben definita lascia intuire un allenamento intenso e costante che non ha fatto altro che sottolineare la sua naturale prestanza fisica. I capelli argentei, di media lunghezza, ricadono morbidi sulle spalle, incorniciando un volto ovale dai lineamenti fini e delicati. La carnagione è chiara, cosa comune tra gli abitanti di Giakarta. I profondi occhi azzurri lasciano trasparire una grande curiosità e, in molte occasioni, una severità che raramente si trova nello sguardo di un comune adolescente.
    Questo, unito al fisico ben allenato e al viso ormai completamente adulto, fa si che normalmente gli vengano attribuiti più anni di quelli che possiede davvero. Alec non è molto esigente in quanto a vestiario, sceglie sempre vesti adatti all'occasione, preferendo abiti comodi e poco appariscenti a qualsiasi altro genere di indumento.

    D e s c r i z i o n e P s i c o l o g i c a

    Normalmente Alec appare come un ragazzo sereno e posato, più maturo di un normale sedicenne. La maggior parte delle persone, tuttavia, non si rende conto di quanto poco di ciò che provi traspaia dai suoi modi gentili e dal suo sorriso serafico. Cauto per natura, pesa ogni frase e ogni azione con cura, senza lasciarsi scappare nulla di ciò che non intenda dire o fare. Dotato di acume tagliente e intelligenza vivace, Alec osserva il mondo attraverso l'insaziabile curiosità di un bambino e il freddo distacco di un mercenario. Crescere in una favela gli ha insegnato a essere diffidente e sospettoso in ogni situazione, senza tuttavia smorzare il suo interesse verso ciò che lo circonda. Ama sentirsi libero e indipendente, difficilmente stringe rapporti di affetto e amicizia con le persone che lo circondano, anche se si dimostra estremamente protettivo e leale verso coloro che ritiene degni di fiducia. Pragmatico tanto nel parlare quanto nell'agire, Alec appartiene a qual genere di persone che preferiscono le azioni a tante inutili parole. Non disprezza l'uso della violenza e l'omicidio, considerandoli alla stregua di strumenti, necessari in alcune situazioni. In battaglia emerge il lato ferale del suo carattere. Spietato con i propri nemici, cerca sempre di concludere uno scontro il più velocemente possibile. Quando perde la calma, cosa che accade molto raramente, si risveglia in lui uno spiccato sadismo, sviluppatosi a causa degli eventi traumatici che hanno segnato la sua infanzia. Nel perseguire i propri obiettivi, Alec mostra il sangue freddo e la determinazione di chi non si lascia sopraffare dalle difficoltà. Detesta le persone pigre e chi spreca i propri averi e le proprie possibilità, così come non sopporta la cieca obbedienza e il fanatismo.

    S t o r i a

    Il primo vagito di Alec si perse nella confusione delle baraccopoli che si estendevano intorno a Giakarta. Dopo l'inizio della guerra, molti di coloro che abitavano le regioni di confine avevano deciso di abbandonare le proprie case per cercare rifugio nella città. Giakarta non era preparata per far fronte all'enorme flusso migratorio causato dall'intensificarsi del conflitto, senza contare che molti dei profughi non avrebbero potuto permettersi un'alloggio. Ciò aveva obbligato i più a stabilirsi all'esterno della città, in un'enorme distesa di baracche in cui la criminalità organizzata aveva trovato terreno fertile. Alec, come molti altri nati nel fango e nella polvere, orfani a causa della guerra o perché abbandonati dai genitori, era stato affidato ad uno degli orfanotrofi costruiti nelle favelas. Non aveva mai conosciuto né la madre né il padre e i suoi primi ricordi erano legati allo squallore e alla violenza del luogo dove era cresciuto. Dimenticati dal mondo e invisibili al sistema, i bambini erano lasciati liberi di girovagare per quella distesa di costruzioni malsane e cadenti, dove imparavano molto in fretta che quel luogo apparteneva alle numerose gang di criminali presenti sul territorio. In un posto come quello, dove omicidi e rapimenti erano parte del quotidiano, i bambini dovevano imparare a badare a loro stessi, se non volevano andare ad alimentare il mercato dei trafficanti d'organi. La violenza e le pessime condizioni igieniche facevano sì che molti degli orfani non arrivassero all'età adulta, mentre i più forti combattevano la fame attraverso piccoli furti. Ai ragazzi abbastanza grandi si prospettavano principalmente due strade: andare ad ingrossare le fila dell'esercito arruolandosi come volontari, oppure unirsi ad una delle tante bande di malviventi che popolavano la baraccopoli.
    Alec aveva trascorso i primi dieci anni della sua vita cercando di assimilare in fretta tutte le nozioni necessarie a sopravvivere contando solo sulle proprie forze, col tempo aveva imparato a non fidarsi di nessuno e ad usare furbizia ed agilità per sfuggire ai percoli e mettere a segno alcuni furti. I segni di quel doloroso processo di apprendimento erano ben visibili sul fianco e sulla schiena, dove il ragazzo mostrava alcune cicatrici. La prima, posta a destra della prima vertebra lombare, se l'era guadagnata lottando con un ragazzo della sua stessa età, mentre la seconda, vicina alla settima costa, raccontava di come Alec era riuscito a sfuggire alla miseria del luogo in cui era nato. All'età di circa undici anni aveva provocato un piccolo gruppo di criminali di al massimo 4 o 5 anni più grandi di lui. Si era introdotto di notte nel loro covo per rubare qualcosa da poter vendere al mercato e guadagnare qualche soldo per comprare del cibo. Prima che riuscisse ad andarsene, uno dei ragazzi si era svegliato e aveva cercato di fermarlo sparandogli con una pistola di piccolo calibro. Alec riuscì a scappare, ma il proiettile lo colpì di striscio al fianco. Temendo di essere stato riconosciuto, aveva deciso di allontanarsi il più possibile da quella zona. Corse per più di 2 ore prima di raggiungere uno delle zone di Giakarta più vicine alle favelas, dove la perdita di sangue e la fame avevano preso il sopravvento facendolo svenire.
    Si era svegliato il mattino seguente in una camera di un piccolo appartamento di uno dei quartier popolari della città. Il proprietario, un giovane di circa trent'anni, l'aveva raccolto dalla strada, aveva medicato la sua ferita e gli aveva offerto un letto e un pasto caldo. Tom Carter, così si chiamava l'uomo, lavorava in un'impresa di pulizie e manutenzioni che si occupava della base militare a pochi chilometri da Giakarta. Le sue mansioni si limitavano all'impianto idrico, ma arrotondava lo stipendio contrabbandando alcol e altre merci che i soldati non potevano acquistare all'interno della base. Viveva solo e da molto tempo non aveva più contatti con la sua famiglia, inoltre vedere qual bambino svenuto sul ciglio della strada l'aveva commosso, ricordandogli la sua infanzia. Dopo qualche giorno, si era così affezionato a quel bambino da decidere di adottarlo.
    Nonostante la diffidenza iniziale, Alec aveva accettato di buon grado l'offerta di Tom, promettendo che l'avrebbe ripagato aiutandolo col suo lavoro. Gli anni successivi passarono in fretta, Alec trascorreva il suo tempo tra la base militare e il quartiere in cui viveva, imparando velocemente tutto quello che gli veniva insegnato. Tom lo trattò come se fosse figlio suo, educandolo al meglio delle proprie possibilità. Dopo 5 anni, il piccolo selvaggio che aveva raccolto dalla strada era diventato alto e forte quanto lui, impossibile da distinguere da qualsiasi altro ragazzo cresciuto a Giakarta.


    Edited by T i a n - 24/8/2014, 18:41
     
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  2. T i a n
     
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    Prima parte completata. Ho evitato di descrivere Giakarta, anche se qualcosa me lo sono dovuto inventare. Fatemi sapere se c'è qualcosa che non va. :sese:
     
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  3. Kotetsu_
     
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    Colpa nostra che ancora non abbiamo stilato le descrizioni dei continenti, città ecc. Provvederemo al più presto >.<.
    Cmq per quanto mi riguarda la scheda è completa di tutto e puoi procedere con lo stilare la seconda parte e tutto il resto, se non, anche se questa è solo una mia considerazione personale che puoi anche ignorare, ti direi di dare qualche anno di più al Pg. Anche solo 1-2, non di più.
     
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  4. T i a n
     
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    Se non è un problema, preferirei lasciare l'età così com'è.
     
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  5. Kotetsu_
     
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    Okok XD il mio era solo un consiglio :asd:
     
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  6. T i a n
     
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    Ok, grazie :asd:
     
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5 replies since 23/8/2014, 10:31   113 views
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